Castello di Rocca Imperiale - Invito e guida
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Pianta del Castello
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Siamo alla torre cilindrica di Federico (a loggia tunn) 12. (fotografia) Oltre al finestrone che domina il costone ovest e tutto il retro del castello, c’è da notare il pavimento in pietra (non in mattoni, come le camminate che abbiamo percorso finora) e c’è da ricordare che sotto una specie di grande nicchia , a destra, c’è uno sfiatatoio a sezione quadrata, "accuratamente" murato a circa un metro di profondità. Ai miei tempi si accedeva al piano superiore della torre a mezzo di una scala in legno. C’è un pavimento ben conservato, senza fori d’aerazione, cinto da un muretto provvisto di parapetto. E’ una torre piccola, bassa, semplice; ma è il posto in cui, più che in qualsiasi altra parte del castello, io "sentivo" il cielo.

Lasciamo la torre cilindrica.

Una stretta e ripida scaletta alza il piano strada di circa un metro. La camminata è diventata un passaggio di circa un metro e mezzo, un vero e proprio "corridoio" incassato tra il muro di cinta ed il muro interno. A sinistra, un locale con i muri perimetrali interni in gran parte "disgregati" (sono costruiti con tecnica diversa da quella dei muri esterni e di cinta, sembrano muri a secco). Di fronte, quattro gradini (alti e sacrificati per lasciare spazio ad un’ampia feritoia-caditoia) scendono ad un "finestrone senza parapetto" 13 che si apre a strapiombo sul burrone e dal quale, molto probabilmente, sporgeva una "bertesca". Il corridoio gira a sinistra, rientra ad angolo, dopo breve salita si apre nello "svincolo" antistante il piazzale superiore. Di notevole, nel muro del lato sinistro di questo corridoio, c’è un potente arco di cui affiora solo la sommità: o all’origine il piano di camminata era molto più basso di quello attuale (come indica il livello della "nicchia" che vi mostrerò tra poco), oppure c’era un ponte che collegava gli spalti posteriori (sud-ovest) alla torre quadrata centrale.

Dallo "svincolo" vediamo:

  • a destra, sotto il piano di camminata, un locale in cui è stato ammucchiato (dagli operai del Comune) il terriccio che ricopriva il pavimento del "corridoio" dal quale siamo venuti. Questo locale ha due caratteristiche notevoli, da rivalutare: nelle pareti sud e ovest ci sono feritoie aperte verso l’esterno; si trova allo stesso livello dei "magazzini di casa mia" (li abbiamo visti stando nel piazzale della torre a scarpa);

  • davanti, una scalinata in selciato: ci riporterà giù dopo la visita al piazzale superiore;

  • a sinistra: una piccola "nicchia" che, a differenza di quella simile che c’è dopo il portale di Federico, è a livello di pavimento (conferma che il piano di camminata è stato rialzato di almeno un metro e mezzo); un specie di piccolo terrazzo e, sotto, la porta che immette da sud nei magazzini di casa mia. Il primo tratto dei magazzini è basso, stretto, poi, allargandosi, con ripida discesa riporta il pavimento al livello del piazzale della torre a scarpa. Si direbbe che all’origine tutti questi locali fossero stanze d’abitazione o cortili interni, interrati e manomessi quando è stata fatta la pavimentazione attuale del piazzale (che si trova a livello della volta-soffitto dei magazzini);

  • di fronte, sempre a sinistra, il piazzale superiore 14 (del "quarto" nobile, come si diceva una volta).

Proseguiamo.

Nei locali a sinistra (di cui restano solo i muri principali) c'era l'appartamento della mia famiglia (ci sono nato). Vi faccio notare solo la piccola finestra a livello di pavimento, che si apre nella stanza centrale dei magazzini sottostanti, e che le fiancate delle finestre ai piani attuali sono tutte affrescate (come quelle delle stanze di fronte). Un'aiuola piena di rose (quasi tutte bianche, che sfiorendo finivano per formare un tappato), di viole e di bocche di leone occupava tutto il lato destro del piazzale. I locali a destra li abbiamo visti attraversando la piazza d'armi (al centro c'è il cisternone). Di fronte, dietro un portale con affreschi del settecento, l'appartamento dei miei nonni materni.
 

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