|
Pianta del Castello |
|
Solo dal ‘700 il castello è stato utilizzato come residenza nobiliare. Sono dei Crivelli (1700): gli appartamenti degli ultimi piani attuali, il coronamento della "loggia", la "terrazza" sopra l’appartamento di mio nonno. Queste apposizioni sono in gran parte veramente diroccate, ma hanno poco o niente a che fare con il Castello. Rimane da dire ancora qualcosa dei sotterranei. Due-tre passi dopo l’arco che dal terzo piazzale porta alla loggia tunn, sotto il solito strato di terriccio, c’è una gradinata: all’origine doveva essere la scaletta che dal piano di camminata portava sugli spalti federiciani; potrebbe essere sfruttata come scala d’accesso a quello che per le apposizioni angioine è diventato un sotterraneo che va alla torre cilindrica e, seguendo il muro di cinta, verso la prima rampa delle scale d’accesso. Mio nonno ha tentato in tutti i modi di arrivarci, ma non c’è riuscito: non conosceva la scala d’accesso, di fronte a quella della torre a scarpa, venuta alla luce dopo l’ultima guerra. Non so dove finisca realmente (alla finestra dell’assedio ?) e se, da questo sotterraneo, ci siano accessi ai locali ed al cortile interno di Ferderico. C’è poi quella specie di fossa che ho fatto notare nella stanza della tortura: è troppo regolare per essere una fossa qualsiasi; è murata ai lati; appena sotto l’attuale piano di camminata pare di vedere i resti di un soffitto a volta. Alla prima occasione cercherò di capire cosa ci sia sotto realmente. Verificherò se ci siano veramente i resti di un soffitto a volta e/o se ci siano gradini sotto quel terriccio: potrebbe essere la "stanza-scala" d’accesso alla base della torre di S-E (sul tipo delle torri di Velia e di Castelcivita), visto che all’origine la base della torre era fuori terra e molto più alta. Escluderei che in questa zona ci fosse veramente l’apertura di un sotterraneo segreto che, secondo la tradizione, portava in Paese.
Abbiamo visto che Angioini ed Aragonesi hanno ampliato ed
adeguato alle nuove esigenze difensive un castello preesistente, quello di
Federico II. Delle strutture angioine mi pare di aver detto l’essenziale; farò
alcune osservazioni aggiuntive (sulla torre quadrata centrale) prima delle
conclusioni finali. Degli Aragonesi, tenuto conto che l’elemento caratterizzante
il periodo della loro dominazione è l’utilizzo delle nuove armi da fuoco, devo
dire qualcosa sulle "postazioni" delle loro bombarde. Prima di lasciare il
castello, stando sul primo ponte, rivisitiamo la Loggia ( Queste caratteristiche dimostrano che, sulla merlatura angioina, gli Aragonesi hanno costruito una "casamatta" per una bombarda importante (ricordo che gli Aragonesi avevano l’artiglieria più potente d’Europa, inizialmente). In questo contesto si colloca anche la "strana garitta" della polveriera: è più alta della casamatta (la loggia non c’era) e controlla tutto il lato-mare (Paese e Marina); è un valido e necessario "osservatorio" per dirigere il tiro delle bombarde di grosso calibro. Sulla casamatta aragonese, i Crivelli hanno edificato la loggia attuale. Attualmente la casamatta e parte dell’arco sottostanti la loggia sono gravemente infiltrate d’acqua: è necessario un immediato isolamento del pavimento del terrazzo, se non si vuole avere a breve termine il crollo di questa importante struttura. La salvaguardia di questa casamatta è particolarmente importante. In Paese, precisamente a sostegno di un piccolo "sporto" addossato al loggiato nord-est del Palazzo Giacobini, è ben conservata una grossa bombarda aragonese che può essere rimossa senza alcun pregiudizio estetico o strutturale per il loggiato e che andrebbe sistemata nella casamatta sotto la loggia, al Castello dove costituirebbe un forte richiamo culturale e turistico (questo tipo di bombarde poggiava su semplici supporti lignei, facilmente riproducibili dai nostri abili falegnami). Anche questa seconda visita è finita. Spero che adesso anche Voi, come me, sentiate vive e parlanti le "pietre" del Castello. La prossima volta vedremo meglio cosa ha fatto Federico. |
| Inizio Pagina |
|